Arco di Flos
Nata dalla mente dei fratelli Pier Giacomo e Achille Castiglioni, designer italiani di chiara fama, Arco di Flos è un ibrido di design, che dal 1962 ad oggi non ha mai smesso di far parlare di sé. Una lampada da terra che, per le sue dimensioni e il suo funzionamento, svolge la funzione di una lampada a sospensione e che nel 2009 rinnova la sua presenza sul mercato con un inedito “cuore tecnologico”.
Alta più di due metri, per una sporgenza massima di più di due metri e mezzo, Arco è un complemento d’arredo importante, impossibile da non notare. La linea è tanto semplice quanto geniale, rispecchiando il fermento stilistico degli anni Sessanta: un riflettore a cupola in alluminio lucido, lo stelo dalla caratteristica forma arcuata in acciaio inossidabile e la famosa base in marmo bianco di Carrara.
Nonostante i suoi 65 chili di peso, Arco riesce ad essere flessibile e dinamica: il riflettore è orientabile in varie direzioni ed è regolabile in altezza e il foro nella base di marmo permette di spostare agilmente la lampada, inserendo un semplice manico di scopa che funge da manubrio per due persone (dotate di un minimo di muscoli!).
Nella versione 2009 di Arco è stato aggiunto il dimmer elettronico Muvis, che consente di regolare l’intensità luminosa in maniera graduale e di risparmiare energia. Inoltre Arco è regolabile a distanza grazie al sistema radio digitale Flos Cubo™: un chip inserito nel corpo della lampada e il cubo si “parlano”, permettendo di regolare l’intensità della luce, anche di più lampade differenti, da una stanza all’altra.
Sul sito dell’azienda è presente un divertente estratto della presentazione che Achille Castiglioni fece di Arco alla International Design Conference di Aspen (1989): il designer, scherzando con l’interprete e col pubblico (mostrando, tra l’altro, una notevole vena comica), racconta come l’ispirazione per la sua opera sia venuta osservando i lampioni delle città.
“Allora… Bisognava raggiungere uno sbalzo di questo tipo e bastava guardare qualsiasi strada in città che era illuminata con certi archi così… Non com’è illuminata in questo momento Aspen, con delle lampade che vanno su… Per poi portare una lampadina sopra… Ma questo succede in tutte le città che vogliono il cosiddetto “arredo urbano”! [l’interprete traduce, ilarità generale nel pubblico] Allora… Per ottenere questo sbalzo [facendo alzare l’interprete per muoversi più liberamente, di nuovo generando risate] era necessaria una base: una base economica ancora oggi è una base di marmo, com’è lavorato in Italia: non per lusso, ma per… Portare la luce a distanza.”
fonte | flos.com













che lampadaaa
[...] Arco è una delle lampade simbolo non solo di Flos, ma dell’intera produzione di design italiano: è conosciuta, amata e venduta in tutto il mondo da quasi cinquant’anni e porta la firma di uno dei più famosi architetti italiani. E allora perché contraffare proprio questa lampada? Per lo stesso motivo per il quale vengono taroccati orologi e borse di lusso. Perché il made in Italy è ancora, nonostante tutto, quanto di più invidiabile si può trovare sul mercato. [...]